Sviluppi territoriali di Bioeconomia
I progetti e le attività della Tita Dal Casel Srl S.B. si propongono di recuperare aree pedemontane degradate a seguito di un’inarrestabile processo di de-antropizzazione, per riconvertirle e innescare un meccanismo virtuoso dove fornitori di ineccepibile etica produttiva e sociale, producano manufatti di ineccepibile qualità. In effetti, già a partire dal primo dopoguerra, ed in maniera imponente dagli anni cinquanta del secolo scorso, quasi la totalità del territorio montano a livello nazionale ha sofferto un continuo spopolamento, tuttora in corso e addirittura sempre più frequente, a favore della pianura.
Molte famiglie, valigie alla mano, sono scese dalle valli per inseguire il “ sogno industriale “ per poter garantire ai loro figli un futuro migliore di quello dei loro avi, non essendo per nulla redditizie le attività tradizionali, se paragonate alle nuove opportunità del boom economico. Persone che abbandonavano i loro “ poveri “ ma dignitosi villaggi per andare a stabilirsi, in molti casi, in grigi tuguri di pochi metri quadri. Ma le città vivevano di continue prospettive, le loro terre natie solo di ricordi.
Un veritiero esempio può essere la Torino paragonata a quella di ora, con tutto quello che sta accadendo nel settore dell’auto. Lo spostamento continuo e repentino di nuclei famigliari dalla montagna verso la pianura ha comportato anche lo smantellamento graduale dei pochi servizi presenti nei villaggi, inducendo ulteriori persone all’abbandono. Un cane che si morde la coda in continuazione.
Le principali conseguenze sono state due:
A) cementificazione selvaggia e ( spesso ) speculativa delle città.
B) Inselvatichimento delle aree montane.
Mentre molte persone si concentravano nei grandi centri a respirare smog, i boschi si allargavano a dismisura ed occupavano gli spazi che erano dei pascoli e delle abitazioni, le aree golenali non venivano più mantenute e in generale peggiorava la situazione idrogeologica del territorio italiano.
Arrivati al XXI secolo, ancora inebriati da uno sviluppo che sembrava infinito, ci si è resi conto che i punti di forza che avevano permesso lo sviluppo economico d’Italia e dell’Occidente ( mercato interno con continuo audience consumi ; predisposizione alle esportazioni ; bassi tassi doganali ; costo contenuto della manodopera nel manifatturiero ; ecc. )
Erano diventati delle armi a doppio taglio. L’Europa e gli U.S.A. erano stoltamente convinti di essere il centro del mondo, ricordandosi dell’esistenza di “ un terzo mondo “ solo quando si trattava di depredarne le ricchezze.
Ma lo sviluppo industriale d’Oriente era inevitabile.
La manifattura ormai appartiene a Pechino, Jakarta, Mumbai, Taipei, Seoul…. Turchia, Bangladesh, India…..Madagascar o tante altre “ povere “ Nazioni Africane….
Verrebbe da dire “ CHI È CAUSA DEL SUO MAL PIANGA SE STESSO “ senza addossare colpe a popoli che non hanno alcuna colpevolezza se non aver dovuto subire per decenni la tirannia di genti imprenditoriali senza cuore ne onore.
Questo fatto, unito ad una crisi finanziaria originata dalla follia speculativa pandemica, ha decretato il crepuscolo industriale Occidentale, nessun paese escluso, nemmeno i cosiddetti “ virtuosi “
Pertanto, salvo eventi eccezionali a livello mondiale, vedremo sempre più i nostri distretti industriali soccombere di fronte ai prodotti orientali.
E’ pertanto opportuno pensare ad un nuovo modello di fare economia, giacché finché esisterà l’essere umano comunque vi saranno commerci e consumi. Ma dovrà essere qualcosa scevro da tentazioni speculazionistiche, altrimenti ripetendo gli stessi errori del passato si otterranno gli stessi risultati. Ed è da un’analisi sintetica del commercio mondiale che si deve partire.
Negli ultimi due decenni il settore industriale che ha avuto il maggior sviluppo a livello mondiale, è quello dell’informatica, in particolare modo tutte le attività connesse ad Internet, come il commercio elettronico. Aziende di recente fondazione delle vendite online, come Amazon o Ali Babà, hanno in pochi anni superato in termini di fatturato i colossi storici del settore energetico, automobilistico e bancario. La capacità di processare gli ordini è arrivata a livelli inimmaginabili fino a qualche anno fa.
Sta di fatto che l’aumento esponenziale delle spedizioni ha abbattuto l’incidenza dei costi di trasporto sul prezzo finale del prodotto.
Ciò comporta uno svantaggio ed un vantaggio per l’economia Italiana :
1) lo svantaggio, evidente, è che sono maggiormente favorite le importazioni di prodotti di basso costo e qualità medio bassa, compromettendo la produzione nazionale basata su prodotti di maggior qualità ma a prezzi decisamente più alti. Basti pensare al costo del lavoro, energetico, tassazione…per capire l’impossibilità di competere.
2) il vantaggio è che una finestra sul mondo concede sempre delle possibilità di vendere i propri prodotti al di fuori del mercato domestico.
Ma ci preme sottolineare un concetto a noi caro e ineccepibile!
Tecnologie, progresso ed innovazioni non possono né devono essere fermate. Ma deve sempre valere il buon senso etico produttivo commerciale.
Ben venga quindi l’ormai inarrestabile A.I. ma sia ella al servizio degli umani e mai il contrario….
Siamo convinti che sempre più persone abbiano la volontà di acquistare prodotti di alta qualità, ma siano nelle condizioni di poter esser certi dell’etica produttiva che gli stessi manufatti portano nell’anima e soprattutto di chi li produce e commercializza. Tradotto significa che sono disposto a pagare un po di più solo se ho la certezza che sto acquistando un’eccellenza del vero inconfutabile Made in Italy, ma sinceramente, osservando i settori del Pet Care o della moda… che risposte ci arrivano?
ETICO / PULITO / GIUSTO
questa la frase come nostra stella polare alla quale ci atteniamo e con grandi sacrifici mai abbandoneremo.
Diego il contadino scrittore