Vai al contenuto

La vita rimarrà sempre un meraviglioso mistero...

viverla con lealtà dovrebbe essere doveroso…già…dovrebbe.

Era il 17 agosto del 1990, appena finito di pranzare…. svogliato…sdraiato sul letto, forse un po’ annoiato, tipico di quando si è poco più che ventenni…finestre aperte…aria sana di montagna…ti senti sul tetto del mondo…e invece…Clapton girava e rigirava sul 33 giri del mangiadischi…

Questo brano non mi avrebbe mai più abbandonato per tutta la vita, sia nei momenti belli ma anche in quelli più difficili, ricordandomi quanto può essere stupenda la nostra esistenza, ma altrettanto drammatica…effimera…precaria…un millesimo di secondo può portarti alla vetta o negli abissi. Il giorno che me ne andrò vorrò sia ancora “lei” a darmi l’ultimo saluto…

Una voce molto agitata dalla strada gridò il mio nome… “Diego, fai un favore, e digli anche a tuo fratello e cugino…da ieri non trovano più Maria Luisa… sembra sia andata ad arrampicare sulle Pale di San Martino di Castrozza… potete unirvi alle ricerche? “.

Era il buon Giacinto…uno dei pilastri della ristorazione di Sorriva (BL), minuscola frazione dove ho trascorso la mia adolescenza. Destino volle fossimo proprio noi a trovarla quel tardo pomeriggio, morta ammazzata…28 anni interrotti da chissà quale orco… Anzi, fu Luigino de Tano a vederla per primo accovacciata esanime dietro un abete rosso… Anche lui ormai non è più tra noi, andato avanti prematuramente poco più che sessantenne.

Iniziarono ad arrivare altri soccorritori, Guardia bosco e Forestali, gente… Sul sentiero che porta al rifugio Velo della Madonna, luogo del ritrovamento, si formò in poco tempo un folto gruppo di persone…il chiacchiericcio aumentava…tra i rami delle grosse conifere si intravvide un anziano che saliva affannosamente… Era Fiuri, il padre della poveretta… calò un rumoroso silenzio, di quelli che fan baccano e male male…
Nessuno trovava il coraggio di andargli incontro per dirgli la verità.

Toccò ancora a me cercarlo dentro non so dove, quel coraggio, ma capii negli anni a seguire quante altre volte lo avrei dovuto cercare nel mio inconscio… Lo bloccai, almeno si risparmiò di vedere l’orrore… le sue braccia sulle mie, mi fissò e disse… “la e cataa morta ah?” (l’avete trovata morta vero?)
Ecco, questa immagine non se ne sarebbe mai più andata dalla mia mente.

Ho voluto iniziare il mio pensiero imprenditoriale/filosofico con questo racconto…triste ma reale, così ognuno possa verificarne la veridicità e soprattutto meditarne il senso. Ormai sto vedendo in lontananza la boa delle 60 primavere, guardarsi indietro è indispensabile per proseguire con più saggezza e calma, preziose virtù per creare il benessere che ognuno ricerca per la sua esistenza e quella dei suoi affetti. Negli ultimi decenni il mondo agricolo è cambiato radicalmente, tante usanze e settori sono scomparsi, altri sono emersi, e quello del benessere degli animali ne è uno degli esempi più eclatanti…E pure quello degli umani…

Ma, ahimè, non per tutti…con centinaia di milioni di persone vittime delle più schifose disuguaglianze, spesso causate da insospettabili individui incamiciati di bianco ma con le arterie annerite come i carbonai di un tempo passato. Inconcepibile persistano certi “mondi imprenditoriali! che mentono sapendo di mentire sul dove e come vengano prodotti i manufatti che gli riempiono la loro effimera Piramide.  Ma gli estremismi non vanno mai bene, e di sicuro non sarà mai nel mio pensiero umanizzare gli animali e animalizzare gli umani.

Ogni essere vivente deve coesistere nel massimo rispetto reciproco, e perché ciò avvenga la prima cosa è di non fare forzature per cambiare abitudini millenarie, spesso per il proprio egoismo, a delle creature che non lo vorrebbero affatto. Questa è stata la mia vita, e questa sarà finché camperò.

Leale sempre, fintanto da esser trattato da stupido, idiota, irragionevole…un cretino che anziché pensare al proprio tornaconto personale ha voluto resistere ai potenti. Ne ho pagato un prezzo altissimo, abnorme, irreale, arrivando al punto del non ritorno per sentire di non potercela più fare…
 A volte i miracoli si avverano, ne sono la prova provata, ed un giorno molto più vicino del pensabile la verità vera emergerà come ogni mattino sorge l’amico dei poveri. Niente vendette, niente colpi bassi. Perdonare è un dovere, non dimenticare lo è altrettanto.

Fare impresa non è facile, ancor di più nei settori delle tematiche agricole ambientali.

  • Significa anzitutto non accettare mai compromessi, non barare, mettersi a nudo, rispettare regole rigidissime.
  • Significa potersi confrontare con lealtà e rispetto.
  • Significa competere alla pari.
  • Significa non prevaricare usando sotterfugi.

Ho cercato in tutti i modi di far comprendere quanto sia valido lavorare la terra in un certo modo, ricavandone il giusto profitto, chiudendo quel cerchio virtuoso che racchiuda – le risorse della Madre Terra – chi la lavora – e chi da quei bene ne trarrà beneficio. La fienagione manuale ne era l’esempio più emblematico.

Ho preso derisioni ed inganni, e proprio da coloro si ergono paladini della parolona, spesso inflazionata ed ingannevole…SOSTENIBILITÀ… ma che si riforniscono in capo al mondo sfruttando le braccia della povera gente. E poi magari girano in bicicletta per Santuari a pregare e farsi veder belli. Poveri illusi…a voi che ci dite esista qualcuno nell’infinito…guardatevi nel cuore…lo avete già tradito…. (stupenda canzone del buon uomo Appenninico).

Mai chiesto né preso un solo contributo da nessuna istituzione. Ho sempre pensato che se un prodotto non è valido non deve stare sul mercato solo perché si usano inganni e stratagemmi… ma quanti fiumi di denaro pubblico inonda le tasche di chi poco lo merita?

E ora confrontiamoci con il mercato vero, con le persone vere, con chi apprezza e rispetta le regole del buon senso. E sempre nel dialogo diretto, mettendoci il viso, l’esperienza, professionalità ma soprattutto coscienza.

Già, Wonderful Tonight… voglio sia ancora tu qui ad accompagnarmi, meravigliosamente, perché la vita deve esser bella per tutti coloro la sappiano apprezzare per quel che vale, ricordando le frasi in quarta di copertina nel IL MONDO DEI PICCOLI ADULTI…

 “Malattie e disgrazie quando arrivano non bussano, ci aggrediscono senza chiedere il permesso”